La battaglia per il software libero e per la liberazione delle tecnologie – nonché per il loro utilizzo nelle amministrazioni pubbliche e nei paesi “in via di sviluppo” – fa parte di uno scenario più grande, che alla fine di quest’anno e per almeno altri due catturerà la nostra attenzione e le nostre energie. A dicembre si svolgerà infatti il WSIS – World Summit on the Information Society –, promosso dalle Nazioni Unite e dall’ITU, dove visioni diverse della Società dell’Informazione si confronteranno e la presenza della società civile sarà determinante per ampliare l’orizzonte di quello che si prospetta semplicemente come un grande mercato delle infrastrutture e degli standard digitali, con la protezione della proprietà intellettuale tout-court come principio fondamentale.
Jason Nardi